Oristano nel primo novecento
Libro fotografico con foto di Oristano.
Autore delle foto è Nando Denti, illustre possidente oristanese del primo Novecento, con la passione della fotografia, a quei tempi ancora sperimentale, ha lasciato ai propri eredi un importante e ricco patrimonio di immagini della Oristano dei sui tempi.
In questo particolare volume gli eredi vogliono lasciare una testimonianza su Oristano più significativa dell’immenso lavoro artistico-fotografico da lui svolto in quegli anni a cavallo dalle due grandi guerre.
Un grande lavoro artistico-artigianale, in quanto il complesso processo fotografico veniva sviluppato con procedimenti piuttosto articolati utilizzando materiali che a quei tempi venivano prodotti in forma sperimentale e con grandi difficoltà tecnologiche e industriali.
Un cammino, certamente affascinante e intrigante, che Nando Denti ha percorso da grande professionista e da importante testimone di Oristano.
In vendita presso la Libreria EPDO in via Bellini 11 Oristano
Prefazione di Beppe Meloni
Viaggio fotografico nella Oristano del passato – “In cento scatti il cammino della città” – Non ci vuole molto. Basta soffiare sulla polvere dei ricordi, ed ecco apparire, attraverso un centinaio di immagini ancora nitide e ben conservate, la città del passato, in un labirinto che evoca particolari dimenticati.
Quella Oristano del primo Novecento, con il Duomo di Santa Maria, piazza Eleonora, familiarmente definita da Peppeto Pau “un vasto cortile d’asilo infantile”, il mercato all’aperto con le caratteristiche “loggette”, la torre di San Cristoforo, corso Umberto, Via Dritta, “sa ruga deretta” animata da negozi e mercerie, dove la sera scorre “lo struscio” di studenti, militari e servette.
È il ritratto della Oristano antica, dove la giovinezza di intere generazioni si dilata e si distende su un fondale sempre uguale, che riflette l’anima vera di questa città.
Poi c’è piazza Roma, “sa pratza manna” dove è veramente passata la storia arborense, dalle visite del Re Vittorio Emaniele III° nell’aprile del 1924 per l’inaugurazione della diga sul Tirso, del Principe Umberto di Savoia, del Duce del Fascismo, Benito Mussolini, all’ingresso il 12 marzo 1939 del nuovo arcivescovo Giuseppe Cogoni, l’incoronazione della Vergine del Rimedio da parte del Cardinale Federico Tedeschini l’8 settembre 1951.
Oristano e le sue stagioni raccontate nella bella collezione fotografica di Nando Denti (1894-1964), che ci fa vedere Oristano quando era poco più che un paesotto ma già pensava da città. Con la “Sagra di Santa Croce” nello spiazzo del mercato del bestiame sulla strada per Silì, la spiaggia solitaria di Torre Grande, ancora poco frequentata, il carosello della Sartiglia, attorno alla quale Oristano ha costruito un museo, piccolo ma bello, dove si racconta il senso magico di una festa antica, la Pentolaccia alla Mutuo Soccorso di via Solferino.
E, ancora, le immagini della stagione del fascismo, con le “adunate” di balilla, avanguardisti, piccole italiane, il Sabato sera verso il campo Tharros.
C’è tutto questo ed anche di più nella rassegna fotografica curata da Denti, oristanese autentico innamorato della città, della quale ha saputo cogliere gli aspetti più vivi e più veri.
Importante perché non capita molto spesso, e gli oristanesi di origine e quelli di adozione, hanno scritto senza enfasi, un racconto sulla città come era, che trova spazio nella cronaca del Duemila, e accompagna la sua storia e il suo divenire.









